Mostra Trieste – Il segno rivelatore di Gillo

Gillo Dorfles ritratto nei primi anni 2000Venerdì 15 novembre 2019 alle ore 18.30 alla Biblioteca Statale S. Crise di Trieste s’inaugura la mostra artistico/ documentaria Il segno rivelatore di Gillo. La mostra rappresenta il primo evento espositivo dedicato a Gillo Dorfles dopo la sua morte, avvenuta a Milano il 2 marzo 2018. Non a caso viene proposta a Trieste, dove l’intellettuale/ artista era nato nel 1910 ed era vissuto fino a tutta l’adolescenza, rimanendo sempre molto legato alla sua città d’origine, in cui si era formato nell’ambito del ricco milieu culturale dell’epoca, a contatto con personaggi del calibro di Saba, Svevo, Leonor Fini, Leo Castelli, Bobi Bazlen. Per tale motivo l’esposizione sarà anche occasione per un approfondimento sul clima culturale della Trieste del Novecento.
La rassegna dedicata a Gillo Dorfles presenta 130 opere per la maggior parte disegni e incisioni, tra cui vari inediti, una ventina dei quali creati per i nipoti Giorgetta e Piero bambini.
In mostra sarà pure presente il raffinato design di Dorfles, attività forse tra le meno note, che aveva espletato nel campo della creazione di gioielli, tessuti, tappeti, arazzi, manifesti pubblicitari, etichette per vini, mosaici, servizi da caffè ecc.
l materiale espositivo sarà accompagnato da numerose foto in gran parte inedite, alcune delle quali testimonieranno le colte frequentazioni internazionali di Dorfles e le conferenze tenute in molte parti del mondo nella lingua originale dei paesi ospitanti, altre alla sua originalità, “portata” sempre con grande classe, e la sua personalità unica. Nelle numerose bacheche verranno presentati i libri scritti dal grande intellettuale nelle prime edizioni originali, documenti a 5 lettere inedite scritte da Nathan a Dorfles, articoli di giornale degli anni ‘30 con le sue prime critiche e testi con appunti, osservazioni e correzioni stilati a mano, vari materiali, inviti, cataloghi ecc. Con particolare attenzione ai suoi rapporti con Trieste e con i migliori artisti di origine giuliana e del Friuli Venezia Giulia da lui prediletti, tra cui Arturo Nathan, Miela Reina, Leonor Fini, Getullio Alviani, Bruno Chersicla la cui personalità sarà esemplificata in mostra da un’opera importante dell’autore messa a confronto con il testo critico di Dorfles. Particolare attenzione sarà data anche al suo rapporto, risalente agli anni della giovinezza a Trieste, con il grande gallerista triestino Leo Castelli, con Saba, Svevo e Bobi Bazlen, con il Club La Cantina negli anni ’60, con l’Associazione Culturale L’Officina e lo Studio Tommaseo dagli anni ’70 al 2017, nel cui ambito Gillo fu tra gli ideatori di Trieste Contemporanea (hub di proposte e informazione sull’arte contemporanea) e presidente del Concorso d Design da lui concepito. Completeranno la rassegna dei pannelli con testi tratti dai libri di Dorfles, in cui l’autore esprime la propria concezione della pittura, e due postazioni video di approfondimento sull’intellettuale/ artista.

Gillo Dorfles (Trieste, 1910 – Milano 2018), laureato in medicina con specializzazione in psichiatria, critico d’arte, filosofo dell’Estetica e dei costumi e artista, già ordinario di Estetica alle Università di Trieste, Milano e Cagliari e visiting professor in alcune università americane, ha apportato un notevolissimo contributo allo sviluppo dell’estetica italiana del dopoguerra: a partire dal Discorso tecnico delle arti (1952) fino a Nuovi riti, nuovi miti (1965), Artificio e natura (1968), Le oscillazioni del gusto (2004), La (nuova) moda della moda (2007), Horror pleni. L’(in)civiltà del rumore (2008) e alla sua opera forse più celebre, Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto (1968). La sua bibliografia comprende oltre duemilacinquecento pubblicazioni tra monografie, contributi in volumi collettivi, articoli e saggi.
Esegeta profondo e creativo sia come critico e filosofo che come artista – scrive Marianna Accerboni – è autore di un segno di originale introspezione anche attraverso la sua personalissima pittura, fiorita nel ’34 a Dornach in Svizzera, dove seguiva delle conferenze steineriane al Goetheanum. Interessato all’esoterismo, aveva creato nel 2010 Vitriol, personaggio simbolo, a metà appunto tra ispirazione esoterica, ricerca artistica e filosofia, che ricalca l’acronimo alchimico: ”Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, cioè “Visita l’interno della terra, operando con rettitudine troverai la pietra nascosta”. Un soggetto, Vitriol, presente anche in una serie di disegni realizzati nel 2016 per la mostra alla Triennale di Milano del gennaio 2017.
L’attività critica e di filosofo da un canto e quella di artista, hanno sempre seguito in lui binari paralleli. Nel ’48, in seguito anche agli stretti contatti con la Konkrete Kunst zurighese e gli svizzeri Lohse, Graeser e Roth, era addivenuto a una posizione estetica internazionale e aveva fondato con altri, tra cui Bruno Munari, il MAC – Movimento Arte Concreta, contrario a figurazione e astrazione lirica, facendosi contemporaneamente interprete sul piano critico ed estetico di astrattismo e concretismo. Nel ’55 intraprese la carriera universitaria, che determinò una riduzione, in favore della grafica, dell’attività pittorica, ripresa verso la metà degli anni ‘80. Ha ricevuto molti premi prestigiosi tra cui il Compasso d’oro, la Medaglia d’oro alla Triennale di Milano, il San Giusto d’oro. E’ del 2001 – conclude Accerboni – la prima grande mostra al PAC, seguita, tra le altre, da quelle a Palazzo Reale e allo Studio Marconi di Milano e, nel 2015, al MACRO di Roma e dalla pubblicazione di un catalogo ragionato di tutte le opere (Mazzotta).

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Il segno rivelatore di Gillo
DOVE: Biblioteca Statale Stelio Crise · Largo Papa Giovanni XXIII, 6 · 34123 Trieste
QUANDO: 15 novembre · 14 dicembre 2019
ORARIO: da lunedì a giovedì 9.00 – 18.30 / venerdì e sabato 9.00 – 13.30 / domenica chiuso
A CURA DI: Marianna Accerboni
CATALOGO: sì
INFO: Biblioteca Statale Stelio Crise +39 040 307463
Ufficio stampa +39 335 6750946 • mostrailsegnorivelatoredigillo@nullgmail.com 

mostra promossa da
Associazione Culturale Gillo Dorfles • Milano

ideata e curata da
arch. Marianna Accerboni

con il patrocinio del
Comune di Trieste

in collaborazione con
Biblioteca Statale S. Crise di Trieste

media partnership
Il Piccolo / GEDI Gruppo Editoriale

con il sostegno
Fondazione CRTrieste • Fondazione Kathleen Foreman Casali – Trieste • Samer&Co.shipping – Trieste • Ciaccio Arte Big Broker Insurance Group – Milano • Rotary Club Trieste Alto Adriatico • Spaziocavana Zinelli&Perizzi • Associazione APS Nova Accademia Alpe Adria • M° Marco Podda • Victoria Hotel Letterario • Bocconcino Trieste • Tenuta Baroni del Mestri (Cormons, Gorizia)

partecipa all’iniziativa
LET’S Read – Trieste Città della Letteratura – Candidata 2019 Città Creativa UNESCO

APPUNTAMENTI COLLATERALI

• venerdì 29 novembre ore 11.30: Marianna Accerboni conversa con Giorgetta Dorfles, nipote del grande intellettuale/ artista, proiezione d’immagini poco note e inedite di Dorfles. Seguiranno visita guidata e vin d’honneur

• lunedì 9 dicembre ore 18: Cristina Battocletti, giornalista de Il Sole 24 Ore, presenta in anteprima per Trieste, con la conduzione di Marianna Accerboni, il libro La mia America (Skira editore), ultima fatica letteraria di Dorfles, uscito postumo. Un’opera cui l’autore teneva molto, ritenendo i suoi viaggi americani – in particolar modo il primo coast to coast avvenuto nell’autunno-inverno del 1953 – cruciale per la propria formazione intellettuale. Nell’occasione verrà presentato anche il libro Bobi Bazlen. L’ombra di Trieste (La Nave di Teseo editore) di Cristina Battocletti, dedicato al grande intellettuale molto amato da Dorfles. Vin d’honneur

• visite guidate e laboratori di disegno e pittura rivolti, in particolare, ai giovanissimi e ispirati all’arte e alla personalità di Dorfles, visite guidate anche su richiesta (info e prenotazioni +39 335 6750946).

 

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