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Giusy Depase mostra a Trieste

Giusy Depase - Grado, lungomare, 2003 - acquarello su carta - cm 35x50Sabato 28 aprile 2018  a Trieste l’inaugurazione della personale della pittrice Giusy Depase, introdotta dall’arch. Marianna Accerboni. In mostra una quarantina di opere dedicate al paesaggio, soprattutto istriano, alla natura morta, al ritratto e alla figura umana, realizzati dal 2002 a oggi prevalentemente a olio, acquerello e china.

Dotata di un naturale, istintivo talento artistico, – scrive Accerboni – la pittrice istriana Giusy Depase interpreta con grande freschezza e immediatezza i luoghi a lei cari, la terra natia, Isola d’Istria in particolare, che fu costretta ad abbandonare e di cui ci fa sentire, attraverso le sue pennellate, i profumi e l’indimenticata bellezza.
La dote principale di quest’artista gentile e volitiva è senz’altro rappresentata dalla sensibilità cromatica: in tutti suoi lavori, sia che il soggetto rappresenti l’essere umano o il paesaggio o la natura morta, il colore è l’elemento trainante e più emozionante del quadro. Che da questo sa far scaturire una luce morbida e naturalmente accattivante, a sottolineare il fascino dei luoghi, degli oggetti e dei soggetti umani ritratti.
Giusy Depase dunque, o dell’eclettismo che si fa arte: toni cromatici vivaci e appropriati connotano la sua pittura, in cui si alternano morbidezza e gioco, decoro, rigore e sperimentazione. Assieme alla capacità non comune di ricreare atmosfere. Tant’è che la sua inclinazione verso le discipline pittoriche l’ha portata rapidamente a passare da allieva a insegnante di acquarello e tecnica mista all’Università della Terza Età, mentre continua a frequentare l’Atelier del maestro Livio Možina alla Galleria Tribbio di Trieste.
La sua prima mostra personale risale al 1997 e da allora la Depase ha proseguito lungo una costante e ricca attività espositiva, nel cui ambito ha ricevuto ampi e positivi consensi in Italia e all’estero.
Di lei – conclude Accerboni – vanno ricordate anche la morbida incisività e la sicurezza del segno, che nei dipinti a colori e particolarmente in quelli in bianco e nero rappresentano una sorta di ossatura portante dell’opera, in cui armonia e chiarezza espressiva e descrittiva scivolano leggere e al contempo intense lungo la riva del mare, mentre da lontano si ode lo sciabordio delle onde…
 
DOVE: Associazione delle Comunità Istriane · via Belpoggio 29/1 · Trieste
QUANDO: 28 aprile · 26 maggio 2018
ORARIO: tutti i giorni ore 10 · 12 e 17 · 19/ sabato e domenica chiuso
CATALOGO: no
INFO: +39 335 6750946

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