Musumeci e Di Nicola parlano di nuovo schiavismo

Di Nicola Gianpaolo Musumeci (foto di Ugo Borga)Giampaolo Musumeci e Andrea Di Nicola  saranno a Torino giovedì 27 marzo 2014 per due appuntamenti del Salone Off, organizzato dal Salone Internazionale del Libro, in collaborazione con le dieci Circoscrizioni di Torino, le Biblioteche civiche torinesi, la Scuola Holden, gli istituti scolastici superiori torinesi e le librerie della città.
Gli autori  del libro-inchiesta Confessioni di un trafficante di uomini, reportage sul sistema criminale dell’immigrazione clandestina, saranno ospiti alle ore 10 presso l’Istituto Carlo Levi (Via Madonna de La Salette, 29) dove incontreranno gli studenti, precedentemente formati dagli allievi e dai tutor della Scuola Holden.
Dopodiché alle ore 18, alla Biblioteca civica Villa Amoretti (Corso Orbassano, 200), verranno presentati dalla giornalista Maria Teresa Martinengo e dai gruppi di lettura delle biblioteche. L’incontro è a ingresso libero, fino a esaurimento posti.

Nel corso dei due appuntamenti sarà presente la Libreria Gulliver (Via Boston, 30) con una selezione di proposte editoriali.

Andrea Di Nicola –  È dottore di ricerca e professore aggregato di Criminologia alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento, dove insegna Criminologia e Criminologia applicata e coordina il gruppo di ricerca eCrime – ICT, law & criminology. Da più di quindici anni conduce ricerche su criminalità organizzata, migrazioni clandestine organizzate, tratta di persone a scopo di sfruttamento. Su questi temi ha partecipato o diretto più di quaranta studi internazionali e nazionali. È stato esperto delle Nazioni unite, della Commissione europea, del parlamento europeo, del Consiglio d’Europa, del parlamento spagnolo e dei ministeri della Giustizia e per le Pari opportunità italiani, ha pubblicato saggi e libri ed è stato relatore a numerose conferenze.

Giampaolo Musumeci – Fotografo e film-maker, giornalista e conduttore radiofonico, si occupa di immigrazione, attualità internazionale e conflitti dimenticati, soprattutto in Africa. Ha lavorato in Somalia, Egitto, Tunisia, Yemen, Cambogia; ha intervistato esponenti dell’Ira in Irlanda; ha seguito il generale ribelle Nkunda durante la guerra nella Repubblica Democratica del Congo nel 2008; ha raggiunto i ribelli ruandesi dell’Fdlr nella foresta congolese nel 2010; ha raccontato la crisi libica nel 2011. Ha collaborato con Sky Tg24, Channel 4, Rainews24, La Vanguardia, Die Zeit, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana e Radio France international. Ha diretto e girato per Mtv una serie di documentari sui giovani di Belfast e sull’Afghanistan. Su Radio 24 conduce la trasmissione Nessun luogo è lontano. Quando non è in giro per il mondo, vive a Milano.

Confessioni di un trafficante di uomini (Chiarelettere, 2014). Per la prima volta parlano gli uomini che controllano il traffico dei migranti: il libro raccoglie le confessioni di coloro che controllano l’immigrazione clandestina. Questa testimonianza dei trafficanti di uomini conduce dentro un mondo parallelo che nessuno conosce. Un sistema criminale che gli autori hanno potuto raccontare dopo aver percorso le principali vie dell’immigrazione clandestina, dall’Europa dell’Est fino ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ecco cosa si muove dietro la massa di disperati che riempiono le pagine dei giornali. Una montagna di soldi, un network flessibile e refrattario alle più sofisticate investigazioni. «Dietro alle decine di migliaia di migranti che ogni anno arrivano in Europa – spiegano i due autori – c’è un’industria fatta di grandi professionisti del crimine, gente in doppiopetto, uomini d’affari il cui fatturato mondiale è secondo solo a quello della droga.» E si viene a scoprire che per andare dall’Afghanistan al Regno Unito si pagano 25 mila euro, mentre la fuga dall’Irak può costare dai 10 ai 14 mila dollari. Ma i prezzi non sono fissi.

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