I Giovedì dello spazio Don Chisciotte – Mario Lattes

MARIO LATTES - BIBLIOTECA, 1991, olio su tela, 80 × 100 cmMario Lattes tra pittura e scrittura
Incontro in occasione della mostra
Pittoriscrittori allo Spazio Don Chisciotte di Torino

Giovedì 6 giugno, ore 18 – Via della Rocca 37, Torino

Mario Lattes, tra penna e pennello: alle opere figurative e ai romanzi dello scrittore e pittore scomparso nel 2001, è dedicato il prossimo incontro dello Spazio Don Chisciotte di Torino, il nuovo luogo espositivo voluto da Caterina Bottari Lattes (presidente della Fondazione Bottari Lattes), che fino al 22 giugno ospita la mostra Pittoriscrittori.

L’appuntamento è per giovedì 6 giugno alle ore 18 (via della Rocca 37). Ad analizzare la multiforme attività di Mario Lattes legata alla scrittura e alla pittura sarà il critico d’arte Marco Vallora.
L’incontro si inserisce nel ciclo I giovedì dello Spazio Don Chisciotte, calendario di appuntamenti per raccontare il mestiere di scrivere e di dipingere di artisti che hanno dedicato la loro vita alla pittura e alla letteratura, omaggiati dalla mostra Pittoriscrittori, curata da Vincenzo Gatti: Luigi Bartolini, Dino Buzzati, Italo Cremona, Filippo de Pisis, Albino Galvano, Mario Lattes, Carlo Levi, Alberto Savinio, Emilio Tadini (orari mostra: da martedì a giovedì 15,30-19,30; venerdì e sabato 10-12,30 e 15,30-19,30).

I prossimi incontri in calendario:

– giovedì 13 giugno, ore 18: incontro su Carlo Levi con Bruno Quaranta;
– giovedì 20 giugno, ore 18: incontro su Filippo De Pisis con Marco Vallora.

La pittura di Mario Lattes, dopo un iniziale periodo informale, è sempre stata figurativa, con valenze visionarie e fantastiche, tale da evocare illustri discendenze, da Gustave Moreau a Odilon Redon a James Ensor. Capace di dare vita a immagini oniriche, ha sperimentato tecniche e linguaggi eterogenei, con i quali ha espresso il dolore dell’esistenza e la propria rivendicazione di libertà da ogni pregiudizio. La sua opera racchiude momenti d’ispirazione ora astratta, ora espressionista, ora visionaria, per approdare a suggestioni visive, senza mai essere imprigionata in categorie o movimenti. Dagli oli su tela o su carta, alla grafica, fino agli acquerelli, alla tempera e alle tecniche miste, la produzione pittorica si distingue anche per i temi affrontati: le contraddizioni della vita, il dolore e le difficoltà nella quotidianità, le memorie e la consapevolezza della propria frammentata identità, la ribellione alle idee preconfezionate, alla volgarità delle mode. Tanto che il critico d’arte Marco Vallora commentava nel 2008: “Lattes è sempre là dove non te lo attendi, anche tecnicamente”.
Del 1947 è la sua prima mostra alla galleria La Bussola di Torino. Negli anni Cinquanta allestisce personali a Torino, Roma, Milano e Firenze e partecipa con successo a due edizioni della Biennale di Venezia. Segue una regolare attività espositiva in tutta Italia. Dopo la Seconda guerra mondiale si dedica alla casa editrice torinese Lattes, fondata nel 1893 dal nonno Simone. Nel 1953 fonda la rivista Galleria che dall’anno seguente, con il titolo Questioni, diventa voce influente del mondo culturale piemontese e non solo. Vi partecipano intellettuali italiani e stranieri come Nicola Abbagnano, Albino Galvano e Theodor W. Adorno.
Tra il 1959 e il 1985 pubblica diversi di romanzi, tra cui: La stanza dei giochi (Ceschina, 1959), Il borghese di ventura (Einaudi, 1975), L’incendio del Regio (Einaudi, 1976; Marsilio, 2011), L’amore è niente (La Rosa, 1985).

Info al pubblico:
www.fondazionebottarilattes.it

I giovedì SDC

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