Agosti incontra Viscusi a Roma

Agosti incontra Viscusi a Roma“Il Pianeta azzurro dovrebbero vederlo per legge tutti gli italiani”!

La dichiarazione del compianto critico cinematografico Tullio Kezic si riferisce allo straordinario film di Franco Piavoli (1982), “il meno raccontabile e criticabile che esista”, costruito attraverso tempi lunghi che creano un’intima adesione ai ritmi della natura, una poesia discreta.

L’opera, realizzata in due anni e in totale libertà, è stata prodotta da Silvano Agosti, che ha dotato di una cinepresa il regista, che con la sua assistente Neria Poli ha girato 30.000 metri di pellicola. Grande risultato al festival di Venezia, attenzione della stampa e innumerevoli i premi, ma impossibile per un film indipendente d’Autore e d’Arte accedere anche a una sola delle duemila sale sul territorio nazionale. Nove decimi delle sale presenti, allora come oggi, erano occupate da film di produzione industriale americana e per il restante un decimo erano e sono riservate al cinema industriale italiano.

“Dopo vari e vani tentativi di trovare una sala, – racconta Silvano Agosti – ho deciso di aprirne una io stesso, memore di un sogno in cui Charlie Chaplin mi rimproverava, perché il cinema non lontano da casa mia era chiuso”.

Nasce così lo storico Azzurro Scipioni con le sue due Sale: Lumière ed, ovviamente, Chaplin, dove sono stati ospiti Monicelli, Lizzani, Bertolucci, Olmi, Pontecorvo, Moretti, Cavani, Jodorowsky.

E proprio quella dedicata all’emblema dell’alienazione umana, il malinconico e disincantato vagabondo, sarà il palco privilegiato dell’incontro di due storie importanti per l’umanità intera, due poeti dello sguardo: il fondatore del trentennale “fort alamo del cinema” e l’autore dell’epopea migrante “ellis island”.

Il titolo del memorabile scambio, “migrAzione”, vuole proprio suggellare i percorsi e le “azioni” concrete e resistenti di due figure, che contribuiscono, con la propria arte, a tener alta la memoria, di cui tanto è orfano il nostro bel paese: Silvano Agosti (Brescia,23 marzo 1938), il regista di cui nessun film è stato mai proiettato nelle sale italiane (contro il crescente l’interesse per le sue opere in Giappone, Francia e USA), un vero “esile” in patria e Robert Viscusi (New York 4 aprile 1941), il cantore delle “storie delle storie delle storie” degli invisibili Italiani partiti verso l’America a cercar fortuna ed approdati ad “ellis island”, l’isola delle speranze e delle lacrime. Storie che travolgono come onde, appunto.

I due istrionici personaggi riserveranno al pubblico un’occasione unica duettando in versi ed immagini con l’estemporaneità delle arti sui temi portanti le due esistenze in azione. In una sala dove si incontra anche un pianoforte. Una trama fitta tra le arti “che mette in grado l’uomo di costruire progetti”, come recitano i diritti umani e culturali dell’uomo, proclamati dall’UNESCO nel 1968.

Silvano Agosti quattro anni fa ha fatto domanda ufficiale proprio all’Unesco e alle Nazioni Unite chiedendo che l’Essere Umano venga proclamato Patrimonio dell’umanità argomentando la richiesta: “Sono convinto che questo evento ridarebbe in egual misura una dignità di base a qualsiasi abitante di questo pianeta, liberandolo dagli angusti confini delle etnie, dei ruoli, delle sottomissioni a questo o quel potere.”

Robert Viscusi è ormai definibile come il poeta della “grande migrAzione”: i suoi 624 sonetti, racchiusi in 52 libri, gli valgono l’appellativo di “erede dell’identità italoamericana”, scandita e raccontata attraverso i luoghi-simbolo “Astoria” e “ellis island”. L’autore, i cui nonni furono i primi protagonisti di quest’epopea, dal marzo 2010 sta percorrendo un itinerario di diffusione della “poesia in azione” nell’Italia, orfana di memoria e di quella migrAzione, fatta della storia delle storie delle storie consumate sull’isola delle speranze e delle lacrime dai nostri nonni e bisnonni.

Se l’apertura del poema accoglie il lettore con un tuonante “the stories disintegrate you like waves” (le storie ti travolgono come onde”) alla fine del quarto libro Viscusi si congeda con “they built us italies using us as a slaves” (ci costruirono italie sfruttandoci come schiavi – trasposizione di Sandro Sardella ne “ellis island” vol I (libri 1-4/52 ITA_ENG + DVD) abrigliasciolta 2010)

La “migrAzione” abbia inizio: martedì 21 maggio 2013 alla Sala Chaplin del Cinema Azzurro Scipioni, Silvano Agosti e Robert Viscusi s’incontrano per un memorabile scambio tra le onde di “ellis island” per l’Essere Umano, Patrimonio dell’umanità.

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Agosti incontra Viscusi a Roma
21 maggio 2013 ore 21
via degli Scipioni 84 – Roma

Per informazioni: Cinema Azzurro Scipioni telefono 06 39737161 – www.abrigliasciolta.it/edizioni.htm

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