Storia d’amore di un Dybbuk di Marina Bassani

Storia d'amore di un DybbukVa in scena nel cuore delle Langhe la storia di una grande passione, il racconto di un amore che sfida le tradizioni e le convenzioni. Lo spettacolo Storia d’amore di un Dybbuk, un Giulietta e Romeo nella Russia di metà Ottocento, è in programma sabato 10 novembre alle ore 17,30 all’Auditorium della Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (via Marconi, 16).

Diretto a quatto mani da Marina Bassani e Girolamo Lucania, la pièce è una riduzione teatrale della stessa Marina Bassani dal Dibbuk di Sholem An-Ski (traduzione di Samuel Avisar, Edizioni e/o) e liberamente ispirata al Dybbuk di Bruce Myers e al film Der Dibuk di Michal Waszynski. In scena Marina Bassani, Lorenzo Bartoli e Roberta Maraini per raccontare l’amore contrastato tra due giovani, Lea e Chonen che, ostacolati dalle famiglie, si ritrovano a lottare contro un mondo ostile, carico di forze sconosciute.

Brinitz (oggi in Bielorussia) nel 1863 è un villaggio ebraico dell’Impero russo, sprofondato nel sonno. Qui, da secoli, gli ebrei vivono separati dal mondo esterno, e la vita è scandita dalle feste religiose. Qui la gioia, per ognuno, è di ballare in onore di Dio, studiare il Talmud, e osservare i precetti della Torà. Ma cosa accade quando qualcuno si ribella? Questa è la storia di una trasgressione. La storia di una passione. Qui c’è un matrimonio deciso in terra. Qui c’è un amore combinato in cielo. Come nella storia di Giulietta e Romeo, l’amore non è un sentimento ammesso. Ma esiste un altro mondo, quello della qabbalà, dove il naturale e il sovrannaturale convivono e l’interpretazione dei nomi apre le chiavi dei misteri. Dove Dio è presenza divina che vive in mezzo alla creazione, le preghiere e la musica servono a scacciare le forze maligne, le anime dei morti si reincarnano prima di tornare alla fonte luminosa. Dio non è solo immagine dell’uomo, ma racchiude in sé sia il principio maschile che il principio femminile. In questo mondo di segreti, dove abisso e sublime si sfiorano, ragione e superstizione si scontrano e i morti vengono a pregare a mezzanotte, si immerge Chonen, nell’ultimo disperato tentativo di ottenere Leah. Chonen interroga i principi della qabbalà e decide di compiere il volo. Un volo mistico, con cui sfida le proibizioni terrene. Lo stesso volo che compie Leah, quando si pone di fronte a tutto il villaggio nel suo ultimo gesto di sfida. Come Chonen, anche Leah cerca l’anima che le è stata destinata ancor prima di nascere e lotta, come solo le grandi eroine sanno fare, per ritrovare l’altra metà che le era stata consegnata in destino.

Marina Bassani, che cura anche la regia dello spettacolo, ha fondato il Teatro Selig nel 1996, inaugurando una lunga serie di ritratti femminili: la prima è stata Karen Blixen, nel monologo Ho volato con l’angelo – tratto da Lucifer’s child di W. Luce. Il filone letterario prosegue con Perché l’amore è duro come la morte (2001), collage di poesie e prose portato in scena al Piccolo Regio di Torino, Da Garcia Lorca a Yossl Rakover e Frammenti di un discorso amoroso. Segue Geneviève, tutto è irreale fuorché l’istante del 2003, ispirato a Une désolation di Yasmina Reza e Lettere alla Fidanzata di Kafka. Si segnala inoltre La Madre, un monologo che Marina Bassani ha tratto dall’opera Vita e Destino di Vassilij Grossman, in contemporanea alla messa in scena da parte del regista Lev Dodin. Collabora inoltre con la regista polacca Monika Dobrowlanska con la quale ha progettato e poi messo in scena Ay Carmela! uno spettacolo ambientato nella Spagna franchista, uno spettacolo di resistenza e di libertà. è anche l’autrice delle fiabe Zefirino collo lungo e Ombretta Camilla, entrambe illustrate da Lele Luzzati. Ha inoltre portato in scena numerosi ritratti femminili tra cui La signora delle lettere e Un letto fra le lenticchie, raccontati dall’ironica penna di Alan Bennett. Nella primavera del 2011, nell’ambito di Esperienza Italia 150, ha presentato insieme al regista Girolamo Lucania Costanza dei segreti, un monologo ridotto da Marina Bassani e tradotto dal francese da lei stessa dall’epistolario di Costanza d’Azeglio.

Teatro Seligwww.teatroselig.it
Il nome deriva da Seelig, cognome di Karl Seelig, un filantropo svizzero di Zurigo che ebbe la grandezza d’animo di accompagnare nelle passeggiate lo scrittore Robert Walser, ascoltarlo, e aiutarlo finanziariamente dopo che si era ritirato in un istituto per malattie mentali. Con la sua eredità è stata costituita anche una fondazione Karl Seelig che oggi custodisce a Zurigo tutti gli scritti di Walser. è per rendere onore alla generosità di quest’uomo che Marina Bassani ha chiamato la sua compagnia Selig, con una e sola, però, così da formare la parola tedesca Selig che significa beato. Teatro Selig ha debuttato nel 1996 a Milano al Teatro Sipario con un monologo tratto da La passeggiata di Robert Walser. I temi di Walser sono la libertà e la fusione con la natura, argomenti cari al Teatro Selig che insieme a questi argomenti pone da sempre l’attenzione sulla presenza dell’invisibile, come momento di autonomia dalla realtà, di magia, che è quello che deve rappresentare l’arte del teatro.

LOCANDINA
LOCANDINA

Per informazioni al pubblico e prenotazioni:
Fondazione Bottari Lattes
Via Marconi, 16 – 12065 Monforte d’Alba (Cuneo) – Tel. +39 0173789282
www.fondazionebottarilattes.it


 

 

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