Premio Pavese 2010: vincitori Lerner, Hack, Spaziani, Ossola

I vincitori Gad Lerner, Margherita Hack, Maria Luisa Spaziani, Carlo Ossola e Jacqueline Spaccini premiati domenica 29 agosto

Margherita Hack e la poetessa Spaziani protagoniste della giornata pavesiana di sabato 28 agosto

Santo Stefano Belbo (Cn)

I vincitori della 27a edizione del Premio Cesare Pavese (sezione opere edite) saranno premiati domenica 29 agosto alle ore 10 a Santo Stefano Belbo (Cn), presso la casa natale dell’autore de La luna e i falò (Via Cesare Pavese, 20).

Riceveranno il riconoscimento: il giornalista e scrittore Gad Lerner per Scintille. Una storia di anime vagabonde (Feltrinelli, 2009), l’astrofisica Margherita Hack per Libera scienza in libero stato (Rizzoli, 2010), la poetessa Maria Luisa Spaziani per L’incrocio delle mediane (San Marco dei Giustiniani, 2009), il critico e filologo Carlo Ossola per Il continente interiore (Marsilio, 2010) e la saggista Jacqueline Spaccini per Aveva il viso di pietra scolpita (Aracne, 2010). La cerimonia di premiazione sarà un’occasione per conoscere da vicino gli autori, le loro opere vincitrici e il loro rapporto con Pavese, in un incontro coordinato dalla presidente della giuria del Premio, Giovanna Romanelli. 

Margherita Hack sarà inoltre protagonista della serata pavesiana di sabato 28 agosto (ore 21.30, cortile dell’Agriturismo Giacinto Gallina) dal titolo La luna, bisogna crederci per forza: l’astrofisica dialogherà insieme con Giovanna Romanelli (presidente della Giuria del Premio) sulle stelle e sulla luna, partendo dall’opera pavesiana, in un confronto tra scienza e tradizione. A coordinare l’incontro il giornalista Piero Bianucci. Ospite della serata anche la vincitrice Maria Luisa Spaziani che ricorderà lo scrittore delle Langhe e leggerà alcune sue poesie ispirate alla luna. Simona Scarrone, flautista, proporrà musiche legate alla luna e alle stelle.

Organizzato e promosso dal Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale, assieme al Comune di Santo Stefano Belbo, alla Fondazione Cesare Pavese e alla Provincia di Cuneo, dal 2009 all’organizzazione dell’iniziativa partecipa anche la Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Il Premio Cesare Pavese è una delle attività che rientrano nel cartellone del Parco Culturale Piemonte Paesaggio Umano, promosso dalla Regione Piemonte e coordinato dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura. Nuova realtà nata tra Langhe, Roero e Monferrato, il Parco riunisce numerosi Comuni e soggetti culturali che operano tra Langhe, Roero e Monferrato per promuovere il ricco patrimonio culturale e letterario del territorio.

Gad Lerner riceverà il Premio di Narrativa per il libro Scintille. Una storia di anime vagabonde (Feltrinelli, 2009), dove racconta le vicende dei suoi cari e degli antenati – le anime vagabonde – seguendone le tracce da Beirut ad Aleppo, da Leopoli a Boryslaw (Ucraina) fino al confine tra Libano e Israele, dove si riuniscono le molteplici nazionalità dell’autore. «Con intelligenza e sincerità, con senso critico ed autoironia – recita la motivazione – Gad Lerner si interroga sulla sua identità e sulle sue articolate e complesse radici e ci fa partecipi di un viaggio che lo spinge a recuperare quei frammenti di sé che proprio nella luminosa razionalità della scrittura trovano senso e composizione».

Margherita Hack ritirerà il Premio di Saggistica per Libera scienza in libero stato (Rizzoli, 2010), che affronta le problematiche dell’Italia in tema di istruzione, ricerca e progresso scientifico, denunciando gli errori ricorrenti e le incongruenze, mettendo in luce gli esempi positivi e proponendo nuove idee. «Con chiarezza e fresca vivacità espressiva l’illustre scienziata e intellettuale con questo libro sa portare la cultura scientifica fuori dai chiusi e impenetrabili ambiti disciplinari per avvicinarla alla gente comune e farne oggetto di dibattito e di riflessione collettivi».

A Maria Luisa Spaziani sarà consegnato il Premio di Poesia per L’incrocio delle mediane (San Marco dei Giustiniani, 2009), raccolta di liriche che narrano di nostalgie, affetti, paesaggi e tempi: «un itinerario circolare che dal cosmico e dall’universale trascorre alla dimensione particolare e individuale del soggetto nel tentativo di lasciare un’impronta fisica del proprio passaggio; una ricerca dell’equilibrata misura evocata attraverso la parola poetica, semplice e naturale, ironicamente sorridente».

A Carlo Ossola andrà il Premio della Giuria per Il continente interiore (Marsilio, 2010), raccolta di saggi che ruotano intorno al tema della meditazione, della ricerca di sé, della religione, a confronto con alcuni grandi della letteratura e della cultura (da Sant’ Agostino a Leopardi, da San Francesco a Freud). «Un libro prezioso e di particolare interesse perché, nel rumore povero di senso che opprime e nullifica la nostra esistenza attuale, addita un percorso e un’esperienza, quella che ciascuno può compiere alla ricerca di sé. Un viaggio verso l’interno, un cammino sapienziale attraverso il quale l’autore ci ricorda, sulla scorta di Sereni, che «Con non altri che te  / è il colloquio. // […] /  E qui ti aspetto».

Jacqueline Spaccini, docente universitaria e scrittrice, riceverà il Premio Speciale per Aveva il viso di pietra scolpita (Aracne, 2010), raccolta di cinque saggi sull’opera di Cesare Pavese che riguardano la poesia e la prosa, privilegiando quel che lo scrittore aveva scartato, senza però dimenticare capolavori come La luna e i falò o Tra donne sole. «Agile libro che ha il pregio di sottrarre l’interpretazione critica alle pastoie dell’accademia paludata, mostrando come il rigore dell’analisi testuale, la freschezza del pensiero e la fluidità espressiva possano felicemente convivere. Cinque saggi che ci guidano con naturalezza ad una migliore comprensione  dell’opera di Pavese e della sua dilemmatica personalità».

Il premio prevede anche un riconoscimento alla miglior tesi di laurea dedicata a Cesare Pavese, promosso dall’Azienda Agricola Giacinto Gallina di Santo Stefano Belbo. Quest’anno è attribuito a Elettra Claudia Manzoni di Opera in provincia di Milano per la tesi Alla scoperta di ciò che “sonnecchia sotto la scorza di noialtri”: Paesi tuoi e La spiaggia di Cesare Pavese, discussa presso l’Università degli Studi di Milano. 

Una sezione è inoltre dedicata alle opere inedite che quest’anno vede vincitori: Piero Cerati (di Moncalieri – To); Giovanni Galli (di Savigliano – Cn); Pietro Baccino (di Savona); Gian Antonio Bertalmia (di Carmagnola – To); Gian Franco Morino (di Acqui Terme – Al); Felice Nisticò (di Catanzaro); Giovanni Consalvi (di Montesilvano – Pescara); Silvana Melas (di Cagliari); Gianni Sembianti; Paul Dedespress; Michel Chappuis-Maurette.

Il Premio Cesare Pavese intende rendere omaggio a un autore classico della letteratura italiana e internazionale che ha saputo al tempo stesso mantenere un forte legame con le sue radici piemontesi. Suddiviso in due sezioni – opere edite e opere inedite –, ogni anno premia gli scrittori e gli intellettuali che meglio hanno saputo trasmettere il legame con il territorio, il valore dell’impegno civile o fornire punti di vista stimolanti su temi di attualità o nuove e originali riflessioni sull’opera pavesiana.

I vincitori sono stati scelti dalla Giuria presieduta da Giovanna Romanelli (docente all’Università Cattolica di Milano; già professoressa alla Sorbona) e composta dal Vicepresidente Adriano Icardi (professore; già Senatore, Assessore alla Cultura della Provincia di Alessandria e Sindaco di Acqui Terme), Luigi Gatti (Presidente del Cepam-Centro Pavesiano Museo Casa Natale), Pierluigi Cavalli (membro dell’Associazione Medici Scrittori Italiani), Abraham De Voogd (membro dell’Union Mondial Médecins Ecrivains), Giuseppe Rosso (professore e membro della sezione italiana dell’Union Mondial Médecins Ecrivains), Camillo Brero (studioso e divulgatore della lingua piemontese; autore del Vocabolario della lingua piemontese e della Grammatica della lingua piemontese), Luciana Bussetti Calzato (professoressa e scrittrice di racconti).

Per informazioni:

Cepam – Centro Pavesiano Museo Casa NataleVia Cesare Pavese, 20 – Santo Stefano Belbo (Cn) – 0141.844942-840990
www.centropavesiano-cepam.it – info@nullcentropavesiano-cepam.it – www.santostefanobelbo.it

 


 

 



Premio di Narrativa

Gad Lerner, Scintille. Una storia di anime vagabonde, Feltrinelli, 2010

«Scintille è – come recita il sottotitolo di questo libro avvincente e intenso – una storia di anime vagabonde» ovvero di quelle «scintille d’anime» che concorrono a scrivere la storia personale dell’autore, che si interroga sulla sua identità e sulle sue articolate e complesse radici. È tuttavia anche «il racconto di un’incomprensione» familiare e generazionale, resa più viva e acuta dai tragici eventi dello sterminio degli ebrei d’Europa e della Guerra d’indipendenza nella nativa Palestina.Gad Lerner con intelligenza e sincerità, con senso critico e autoironia ci fa partecipi di un viaggio che, «nel vortice del gigul», lo spinge a recuperare quei frammenti di sé che proprio nella luminosa razionalità della scrittura trovano senso e composizione.

 

Premio di Saggistica

Margherita Hack, Libera scienza in libero stato, Rizzoli, 2010

L’illustre scienziata e intellettuale con questo libro porta la cultura scientifica fuori dai chiusi e impenetrabili ambiti disciplinari, per avvicinarla alla gente comune e farne oggetto di dibattito e di riflessione collettivi, richiamando in particolare l’attenzione sul delicato problema della necessità di una scienza libera. Con riferimento ad alcuni temi fondamentali e di cocente attualità, la studiosa affronta con chiarezza e fresca vivacità espressiva il tema della ricerca nel nostro Paese, che mai come oggi soffre per gli errori e le incongruenze di un sistema arretrato e miope, e al contempo suggerisce nuove strade da percorrere per sottrarre l’Italia al declino, anche attraverso la valorizzazione di quelle poche esperienze positive già operanti nel nostro Paese.

 

Premio di Poesia

Maria Luisa Spaziani, L’incrocio delle mediane, San Marco dei Giustiniani, 2009

L’incrocio delle mediane è la più recente silloge poetica di Maria Luisa Spaziani, spirito versatile, tra le voci più significative del Novecento letterario, non solo italiano.

Il titolo stesso suggerisce l’architettura della nuova raccolta che allude al concetto geometrico di baricentro o centro di gravità ovvero quel luogo preciso che permette ai corpi di restare in equilibrio nello spazio. Dunque, la Spaziani evoca metaforicamente la ricerca di quell’equilibrata misura sempre in bilico tra qualità equivalenti ma anche opposte e, attraverso la parola poetica, semplice e naturale, ironicamente sorridente, scandisce, lungo le cinque sezioni di cui il libro si compone, un itinerario circolare che dal cosmico e dall’universale trascorre alla dimensione particolare e individuale del soggetto nel tentativo di lasciare un’impronta fisica del proprio passaggio: «Vorrei mordere il tempo come il pane, / lasciarci il segno dei miei denti…».

 

Premio della Giuria

Carlo Ossola, Il continente interiore, Marsilio, 2010

Libro di particolare interesse e significativo perché, nel rumore povero di senso che opprime e nullifica la nostra esistenza attuale, addita un percorso e un’esperienza, quella che ciascuno può compiere alla ricerca di sé, in interiore homine. Sulla scorta di esempi significativi tratti dalla letteratura e dalle Scritture, l’autore mostra il percorso da lui compiuto: un viaggio verso l’interno, un cammino sapienziale che non coltiva gli «emblemi della sapienza attiva», ma le «virtù passive, la pazienza, la rinuncia, il distacco, la pura perdita di sé». Infatti la conoscenza del mondo esterno non può prescindere da ciò che è in noi – come ci ricorda Italo Calvino: «[…] l’universo è lo specchio in cui possiamo contemplare solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi». Dunque questo prezioso lavoro di Carlo Ossola ci ricorda, sulla scorta di Sereni, che «Con non altri che te / è il colloquio. // […] / E qui ti aspetto».

 

Premio Speciale

Jacqueline Spaccini, Aveva il viso di pietra scolpita. Saggi sull’opera di Cesare Pavese, Aracne, 2010

Questo agile libro ha il pregio di sottrarre l’interpretazione critica alle pastoie dell’accademia paludata, mostrando come il rigore dell’analisi testuale, la freschezza del pensiero e la fluidità espressiva possano felicemente convivere ed essere apprezzati anche da un pubblico non specialistico.
I saggi della studiosa affrontano armonicamente tematiche attuali, come la ricerca di identità, il disincanto degli affetti, il rapporto tra i sessi sullo sfondo delle trasformazioni ideologiche e sociali, e ci guidano con naturalezza a una migliore comprensione dell’opera di Pavese e della sua dilemmatica personalità.

 

 

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