La Scuola dei Buffoni

“La Scuola dei Buffoni”, ispirato all’opera omonima di Michel De Ghelderode,  è il secondo atto di una trilogia che ha come riferimento la poetica e il mondo visionario del grande drammaturgo. In questa feroce e grottesca esigenza della vita a compiersi autenticamente, l’esistenza stessa ha necessità di deformarsi attraverso un emozionante gioco di specchi e rimandi che esaltano la natura demoniaca e al tempo stessa angelicata degli uomini e delle loro parabole.  Ovunque regna un atmosfera grottesca e di complotto di tutti contro tutti..   Amore – Morte – Mistero, ritornano  in ciclo vizioso e demoniaco. Buffoni, Re, Dame rievocate o immaginate, nel bene e nel male, comunque  padroneggiati dall’invidia, dall’egoismo e quindi dalla vanità, e tutti propensi al tradimento per l’ acquisizione  epifanica dell’ oggettività che rende potenti e liberi.  Ma la verità non sempre è  celata dentro i sonagli di un buffone pezzente o regale .  La tragedia laica è che spesso la verità è fuori, non dentro, e non sarà mai una sola e incondizionata, e ancor di più, non sarà mai essa a regolare o a regalare il potere assoluto, sconvolgendo così tutti i piani e  le regole dinamiche etiche e civili, tutte le idee politiche – partitiche, spirituali e morali! Ecco il ghigno dei buffoni… allievi di Folial, maestro di tutte le bestie pezzenti e coronate, ecco il buffo o meglio ora, lo sbuffo… e poi, solo  un angoscioso, crudele ghigno di una sospirata rivelazione attesa da anni, ed anni  mai rivelata, o palesata ma non carpita  perché  di un momento non propizio e erroneamente anacronistica. Ciò che resta di tutto questo è la consapevolezza che si  può conoscere probabilmente solo in un modo: con l’amore. Ma  l’amore in questo luogo, e in questo  tempo, per colpe arcane, è diventata solo una scelta: c’è l’amore per il bene e l’amore per il male. Con il bene la conoscenza si costruisce… con il male la conoscenza si distrugge. Si sceglie il male perché  spesso è più comodo, ma è solo per darne un risposta; così la bellezza svanisce, poiché è sinonimo di verità che è diffamata e resa lercia, e del riso  non rimane niente… non si ride più; pur provandoci con ogni mezzo, la risata quando esplode, nata dal male, è solo un rumore che cade  sul corpo ad una capitolazione di lacrima mancata. Non si sorride nemmeno… Il reale dà solo un tragico grottesco… sbuffato ghigno. Il ghigno della bellezza vive così parallelamente in un presente alternativo, in quella della conoscenza.  E se pur qualcosa di bello la si percepisce ancora, si ricordi sempre che è un illusione… è  lo  spettacolo,  perché per quanto la verità sia  bellezza, la bellezza non sempre è verità.

 

INTERPRETI (in ordine alfabetico)

Cecilia ARZANO, Giuseppe DE NUBBIO, Aniello GAROFALO, Carmine LOSANNO, Vincenzo NAPPI, Luca PALMIERI, Caterina PERRETTA, Rosanna PEZZELLA, Francesca SALADINO, Marco SERRA

ASSISTENTE ALLA REGIA: Cecilia ARZANOVincenzo NAPPI
COREOGRAFIE: Marie Therese SITZIA
MOVIMENTI SCENICI: Massimo LONGO
SCELTE MUSICALI: Antonio IAVAZZO
COSTUMI: Angela TARTARO – Carolina RAUCCI
ALLESTIMENTI ED ELEMENTI SCENICI: Emilio BIANCONI 
SERVICE MAKE UP: Nature di Marcella MORIELLO – Collaboratrice: Francesca PISANO
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA: Vittorio ERRICO
SERIVCE VIDEO: DINO
OTTIMIZZAZIONE SOUND: Danilo LUTTI
CONSULENZA AMMINISTRATIVA: Rosario LIGUORO
UFFICIO STAMPA: Elpidio IORIO – Francesco LEGNANTE – Emanuele TIRELLI

 

GIOVEDI’ 15 Luglio – ore 21.00 

presso Arena Comunale “Ferdinando II” di San Nicola La Strada (CE)

nell’ambito della X Edizione della Rassegna Teatrale

“Arte e Cultura sotto le Stelle” 

L’Associazione “Il Colibrì” di Sant’Arpino (CE), Il Gruppo Teatrale de “Il Pendolo” (CE), l’Associazione “Itinerarte” di Portici (NA) 

presentano lo spettacolo teatrale 

“La Scuola dei Buffoni” 

liberamente ispirato all’omonima opera di M. De Ghelderode 

Adattamento e Regia: Antonio Iavazzo 

Consulenza drammaturgia e aiuto regia: Carmine Losanno

BIGLIETTO INGRESSO: € 3 

 

INFO E/O CONTATTI:
Antonio Iavazzo
Mail: info@nullantonioiavazzo.it

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